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Claudio Ciccarone
La bibliotecaria - La vera storia di Marta la tarma La strana storia del pesciolino rosso... Due racconti

 

pesciolino

 

La fiction raccontata ai ragazzi

Un libro formativo, grazioso e divertente, un esercizio di scrittura creativa che insegna a costruire e decostruire i piani in cui realtà e fiction si incontrano.

di Tullia Fabiani  per Rai educational - Railibro

“Fammi diventare grande grande e lasciami uscire da questo foglio, che ti voglio dire una cosa all’orecchio”. Lo scrittore acconsente, ascolta e poi gomma sul foglio: cancella e riscrive. Può succedere, a volte, nelle favole. Un personaggio, un bimbo di inchiostro, è insoddisfatto di quello che succede a lui o ad altri personaggi del racconto e reclama all’autore un’altra scelta, magari un altro finale. Nasce così “La strana storia del pesciolino rosso del bambino e della favola che non poteva finire così”; storia frizzante e tenera che il giornalista Claudio Ciccarone ha pubblicato per L’isola dei Ragazzi, con le illustrazioni di Luca Dalisi. Strana: effettivamente la narrazione che ci propone l’autore lo è, ma non tanto perché si raccontano avventure fantastiche e incredibili, quanto per la piega che a un certo punto prende la forma del narrato. Quello che cambia è il piano del come Ciccarone racconta la storia: è questa mutazione a generare “stranezza” e a far sì che il libro possa essere letto anche in chiave sperimentale: un esercizio di scrittura creativa, un lavoro di laboratorio teso a evidenziare ai giovani lettori la varietà delle storie possibili e il peso di una scelta in termini di ritmo emotivo e linguistico.

A chi legge è offerta l’occasione di entrare in un testo in fieri, di partecipare in qualche modo alla sua composizione, alla sua crescita e alle sue trasformazioni; scoprire il rapporto esistente fra autore e personaggi ed esaminare il lessico utilizzato: la tipologia dei termini, la possibile varietà di significati, i modi di dire. Cose difficili per un target infantile o al massimo pre-adolescente? Considerata la naturalezza con cui vengono incastonate in un costrutto favolistico, no. È preferibile, tuttavia, che ci siano adulti pronti a condividere con i ragazzi l’esperienza di lettura e a metterla a frutto. Da ciò probabilmente la scelta del Comune di Napoli di patrocinare un progetto, indirizzato alle scuole napoletane, dal titolo “La scuola che scrive” (promosso dall’Isola dei Ragazzi), che vede il libro di Ciccarone utilizzato nell’ambito di un percorso di scrittura creativa.

Allora, la storia va così: un bimbo, Ivan, pelle di pesca, capelli boccolosi e occhi nocciola, vince a una fiera (al gioco degli anelli da infilare in un collo di bottiglia), un pesciolino rosso; lo sistema nella piscina di casa, credendo di avergli restituito la libertà da quella prigione che era la busta di plastica in cui si trovava. Ma il pesciolino stupisce e commuove Ivan: non solo è in grado di parlare ma racconta all’amico il suo reale desiderio di libertà; va bene nuotare in una piscina piuttosto che in sacchetto di plastica ma essere libero è un’altra cosa: equivale a tornare nell’acqua del lago dove viveva con sua moglie Salmonella e i suoi duecento figli. Il bambino non ha esitazioni e per fare felice il pesce decide di riportarlo a casa, nel lago Lampone, intraprendendo con il suo piccolo amico, un viaggio in sella alla sua bicicletta in direzione del lago.
Ma il viaggio è tutt’altro che tranquillo. I due passando per un sentiero di campagna finiranno per trovarsi in un boschetto e affrontare diverse peripezie prima di raggiungere la meta; ad aiutarli ci saranno, inaspettatamente, un gufo, migliaia di farfalle e tanti altri abitanti del bosco.

In appendice al volume ci sono le pagine da laboratorio: un elenco di Parole difficili, da “agghindatina” a “vorticante”; una pagina di parole “pescate nel libro” dai più significati (ardita, o melensa, o trepida) e in questo caso il compito assegnato ai piccoli lettori di trovarne altre; un elenco di Modi di dire come “rimanere di coccio” e “acqua in bocca” la cui spiegazione è tutta da verificare; e poi Termini biologici per capire meglio alcune parole legate alla natura; Termini aeronautici e alcuni stimoli per approfondimenti, che possono essere giochi da fare in famiglia o piccoli esercizi assegnati dall’insegnante. Per esempio, dopo aver letto i nomi degli animali e delle piante protagonisti della storia, disegnarli. Il risultato: un libro agilmente formativo, grazioso e divertente, che insegna a costruire e decostruire i piani in cui realtà e fiction si incontrano.
Quando si dice una favola lieto fine. Ecco, quella raccontata da Claudio Ciccarone lo è. Ma, come vedrete, non per merito suo. Quindi: Grazie Ivan.


Claudio Ciccarone
La strana storia del pesciolino rosso del bambino e della favola che non poteva finire così
Copertina e illustrazioni interne di Luca Dalisi
L’isola dei ragazzi Edizioni, pagg. 64